Emporio, un secolo in rosa

“L’impresa al femminile prima di essere un evento economico è l’esperienza della donna di affermare il proprio punto di vista nel mondo, il proprio sistema di valori”.
Lo si legge nel libro “Appassionate, storie di donne e imprese”, scritto da Filomena Pucci.
Devono averlo pensato anche in Regione Lombardia, il 13 novembre 2019: in quell’occasione Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, e Alessandro Mattinzoli, Assessore allo Sviluppo Economico, hanno premiato Marina Salada, titolare dell’Emporio Vino e Sapori. All’attività dell’imprenditrice di Orzinuovi, ormai cremonese d’adozione, è stato assegnato il riconoscimento di ‘Negozio Storico’.
L’enoteca di Marina ha più di un secolo: è nato nel 2006 ma, in virtù di una tradizione forte e sentita ancora oggi, si respira un’aria vissuta, di sapori antichi, come se fosse sempre esistita.
È da queste suggestioni che sono iniziate le ricerche storiche della titolare:
“Dovendo fare lavori di ampliamento e ristrutturazione, nati con l’acquisto dell’area adiacente, ho avuto l’idea di unire i due locali: non solo il piano terra ma anche la cantina, diventata poi taverna. I due locali, un tempo, erano uniti: avevano lo stesso numero civico. Numero che durante gli anni è stato modificato: inizialmente 40, poi 69 sino all’attuale 12. Oltre ai numeri civici sono cambiati anche i nomi della zona dove risiede l’Emporio: Duemiglia, quartiere Picenengo, strada provinciale “La Milanese” e via Milano. Le attività storiche che si sono susseguite sono state osteria, negozio di alimentari, bar, e forneria. Sono tutte inerenti all’attuale conduzione dell’Emporio, il quale prosegue questa tradizione. In tempi recenti abbiamo sviluppato una parte dedicata all’oggettistica e alle idee regalo. Nel 2021 approderemo ad un’altra importantissima tappa della nostra impresa: nei primi mesi del nuovo anno entreremo a far parte del progetto “Lavazza 1895”, grazie al quale, parallelamente alle eccellenze enogastronomiche, saremo in grado di servire in esclusiva sette caffè straordinari: quattro monorigine e tre blend”.
La storia dell’Emporio inizia più di un secolo fa ed è, a tutti gli effetti, una storia di donne: il 12 novembre 1907 la signora Luigina Penna – la data si riferisce all’ultima visura camerale disponibile – ottiene la licenza di aprire un pubblico esercizio di vendita vino e liquori. I dati catastali, però, attestano attività commerciali già a partire dalla seconda metà dell’Ottocento.
Nel 1910 Carolina Peri acquista la licenza. Con la sua guida l’attività diventa ‘osteria con vino a calice’ e con ‘permesso di giuochi leciti’.
Nel 1923, sotto la proprietà di Giuseppina Belli, l’insegna cambia in “Osteria del Costone”. Dopo la sua morte, il 4 novembre 1924, il locale è ereditato dal marito, Emilio Carrara, il quale sposa in seconde nozze Colomba Arrigoni. La signora Colomba subentra nella gestione: ancora una volta l’attività è condotta da una donna.
Il 20 gennaio 1931 arriva la divisione dei locali: oltre all’osteria si aggiunge una nuova vicina, Maria Luigia Bortolotti, titolare di un negozio di alimentari. Dopo la breve parentesi di Teresina Rossi, la quale subentra alla Bortolotti nel 1947, il locale viene ceduto interamente a Colomba Arrigoni: le due licenze vengono unite.
Arriviamo a tempi più recenti: nel 1972 Colomba cede l’attività al figlio, Carlo Carrara, il quale possiede tutte le licenze: esercizio osteria, bar alimentare e vendita di vino. Per un destino dai contorni quasi magici i locali sono nuovamente a guida ‘rosa’: Mariarosa Gibollini – moglie di Carrara – si occupa del Bar, mentre Clementina Costa raccoglie l’eredità degli alimentari.
L’ultima gestione, a partire dal 2006, è quella dell’Emporio Vino e Sapori: con Marina Salada il cerchio si chiude, ricongiungendo i punti di questa inconsueta e virtuosa storia imprenditoriale femminile.
Marina ne è erede orgogliosa: le piace ricordare quanto ogni suo sforzo sia implicitamente dedicato alle donne che l’hanno preceduta. L’ammirazione e la simpateticità spirituale con il lavoro delle ex titolari sembra aleggiare fra i muri dell’Emporio Vino e Sapori. Chissà che non abbia ragione il Garcia Marquez di ‘Cent’anni di solitudine’: “Le cose hanno vita propria, si tratta soltanto di risvegliargli l’anima”.