Insieme ai tre locali di Iginio Massari e al Ristorante del Cambio di Torino, Cremona è il quinto luogo scelto per il progetto “Lavazza 1895”.
La collaborazione con il torrefattore torinese si è consolidata all’ombra del Torrazzo, circa cinque anni fa: a quel tempo Michele Cannone, direttore vendite di Cloetta – marchio della galassia Sperlari – aveva conosciuto ed apprezzato la preparazione del “Kafa Forest”, un pregiatissimo e raro caffè monorigine etiope offerto dall’Emporio Vino e Sapori.
Una volta arrivato a Torino, in qualità di responsabile del marketing di Lavazza, i contatti con l’Emporio sono proseguiti, approdando ai risultati che vedremo fra pochi mesi: l’enoteca e bottega gastronomica concittadina, dopo aver ricevuto la targa che sottolinea il valore storico, avrà un ulteriore soddisfazione, a riconoscimento della propria eccellenza.
A partire da marzo l’Emporio servirà in esclusiva – la vendita è già disponibile da ora – le punte di diamante dell’azienda nata 125 anni fa: si tratta di caffè in grani realizzati in pochi esemplari e in edizione numerata.
Questi chicchi pregiati provengono da appezzamenti all’interno di piccole piantagioni indipendenti, scelte accuratamente fra Colombia, Brasile, Bolivia e Kenya.
Uno di questi è denominato Opera Prima: è un monorigine proveniente da un microlotto nel cuore delle regioni yemenite di Ibb e Dhamar.
Un ulteriore tocco di cremonesità sta accompagnando i preparativi di “Lavazza 1895”: l’allestimento è seguito dal manager cremonese Emiliano Grassi, da circa due anni Senior Project Manager del brand torinese.